{"id":553,"date":"2023-07-26T21:33:14","date_gmt":"2023-07-26T21:33:14","guid":{"rendered":"https:\/\/mamatubela.com\/it\/?p=553"},"modified":"2023-07-27T15:28:44","modified_gmt":"2023-07-27T15:28:44","slug":"la-stampella-antenna-e-altre-invenzioni-materne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/mamatubela.com\/it\/la-stampella-antenna-e-altre-invenzioni-materne\/","title":{"rendered":"La stampella antenna e altre invenzioni materne"},"content":{"rendered":"<p>A casa mia se le cose si rompevano, anzi che aggiustarle, il normale corso degli eventi era cercare di sistemarle con incantesimi, trucchi e artifici che i membri della famiglia imparavano e applicavano finch\u00e9 l&#8217;oggetto non svolgeva nuovamente la sua funzione.<\/p>\n<p>Si stabiliva quindi un nuovo ordine e il vecchio era completamente dimenticato, come se non fosse mai esistito. Era come un codice, una specie di linguaggio familiare e incomprensibile che solo i membri della famiglia sapevano usare per far funzionare le cose.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Un pomeriggio piovoso io e mio fratello guardavamo dei cartoni in tv mentre mangiavamo pane e marmellata. Quel pane era buonissimo, croccante fuori e morbido dentro, spugnoso, ma non gommoso. Ogni volta che lo masticavamo, ci guardavamo negli occhi e ridevamo, in un momento di profonda gioia e complicit\u00e0 sensoriale.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con la mia mamma camminavamo per circa sette isolati per andare a comprare quel pane. Finch\u00e9 un giorno, arrivati \u200b\u200bal panificio, abbiamo visto Popea, la gatta del padrone del fornaio, sdraiata a fare un pisolino sopra il pane appena sfornato. E da l\u00ec non siamo pi\u00f9 tornati. Mia madre non ci ha fatto tornare per paura della toxoplasmosi o di qualche altro virus che Popea avrebbe potuto diffondere nel pane. Ma quel pomeriggio davanti alla tv non avevamo ancora scoperto che forse il segreto del sapore del pane era proprio nei peli che Popea lasciava.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Quel pomeriggio, non ricordo se fu un fulmine, ma il fatto \u00e8 che lo schermo televisivo ha fatto un botto forte ed \u00e8 diventato nero. Io e mio fratello siamo corsi fuori e ci siamo precipitati gi\u00f9 per le scale. Mio padre era, come sempre, in pigiama, a studiare, a scrivere e costruire circuiti sul tavolo della sala da pranzo con la luce accesa, anche se era di giorno.<\/p>\n<p>Non so se indossasse un pigiama o una felpa blu scuro, ne aveva parecchie uguali. Poich\u00e9 era un ingegnere elettronico, tutti i reclami per danni o guasti andavano direttamente a lui in prima istanza. Ma sfortunatamente per noi all&#8217;epoca, lui era uno scienziato, non un idraulico o un elettricista che si intendesse di tv.<\/p>\n<p>-Pap\u00e0, la TV si \u00e8 bruciata! -disse mio fratello con la faccia spaventata.<\/p>\n<p>-Ci perderemo la fine di Lady Oscar! \u2013dissi io piagnucolando.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Mio padre ci ha messo un po&#8217; a sollevare la testa dal suo groviglio di cavi colorati. Poi ci guard\u00f2 distratto, come se pensasse ad altro, forse completando nella sua mente qualche formula matematica:<\/p>\n<p>-Dillo a tua madre.<\/p>\n<p>E rivolsi di nuovo la testa e le mani verso l&#8217;invenzione su cui stava lavorando.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mia mamma aveva fatto alcuni esami di Antropologia e altri di Lettere. Il suo tempo all&#8217;universit\u00e0 era stato accidentato, pieno di assenze, corsi posticipati, materie saltate ed esami persi per mancare alle lezioni. Alla fine si era arresa, almeno fino a quando non fossimo cresciuti. Ma per scopi pratici e domestici, quella pennellata di mezze lauree sfuse che alcuni definirebbero inutili ci \u00e8 servita meglio degli anni di ingegneria di mio padre.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mia mamma, che era in cortile, aveva sentito tutto. Senza dire una parola, prese una stampella appesa alla corda, una di quelle di metallo. Sal\u00ec le scale sospirando, come chi sta per compiere una missione importantissima e necessaria. L\u2019abbiamo inseguita con la sensazione felice di chi sta per aprire una scatola di cioccolatini. Eravamo sicuri che ce l\u2019avrebbe fatta. Lei avrebbe risolto perch\u00e9 l&#8217;esperienza ci aveva dimostrato innumerevoli volte che la convinzione materna era al di sopra delle leggi della fisica, della dinamica, della statica, della matematica e dei difetti di fabbrica dei pessimi elettrodomestici importati dalla Cina come la nostra TV.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Con l&#8217;acquazzone, l&#8217;antenna TV, quella vera, si era definitivamente rotta. Mia madre si \u00e8 rimboccata le maniche e come se avesse letto un manuale inverosimile sulle propriet\u00e0 conduttive delle stampelle, ha semplicemente sostituito l&#8217;antenna con la stampella. Prima la stese sul buco della tv, poi la pieg\u00f2 muovendola in tutte le direzioni. L&#8217;immagine piovosa a volte riacquistava visibilit\u00e0 e io e mio fratello passavamo dalla gioia alle lacrime in sincronia con lo schermo. Alla fine, con un movimento magistrale, l&#8217;immagine \u00e8 rimbalzata per alcuni secondi ed \u00e8 tornata nitida, anche migliore di prima. Mia madre si aggiust\u00f2 di nuovo le maniche della camicia:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>-Lo sapete adesso: dovete muovere la stampella cos\u00ec &#8211; disse con lo stesso tono sapiente di Murillo, il giardiniere che ogni tanto ci tagliava l&#8217;erba e che se ne intendeva di piante, di botanica. E con le mani faceva un mimo esagerato della sua manovra con la stampella.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Avevamo gi\u00e0 una nuova antenna. Non avremo usato mai pi\u00f9 l&#8217;originale. Un nuovo oggetto entrava ufficialmente nel nostro universo domestico, un ibrido vedeva la luce, prodotto delle carenze della tecnologia cinese e dei vantaggi dell&#8217;ingegno materno: l&#8217;antenna a stampella.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A casa mia se le cose si rompevano, anzi che aggiustarle, il normale corso degli eventi era cercare di sistemarle con incantesimi, trucchi e artifici che i membri della famiglia imparavano e applicavano finch\u00e9 l&#8217;oggetto non svolgeva nuovamente la sua funzione. 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